Teresa Spinelli: “nonostante la celiachia amo fare torte e gelati e ora gestisco due ristoranti in Germania”. L’ex alunna del Petronio racconta la sua esperienza

Teresa è un’esplosione di energia. Racconta con passione la sua storia, gli ostacoli e i meritati successi. Subito dopo il diploma conseguito al Petronio si è trasferita in Germania. Ora gestisce due ristoranti in Baviera. Continua a produrre gelati e torte con la sua azienda e subito dopo l’emergenza covid riprenderà a pieno regime l’attività. Ma il suo percorso scolastico non è stato per nulla facile. Celiaca dalla nascita, ha dovuto affrontare molte difficoltà prima di entrare nel modo del lavoro. Ma ha sempre trovato i docenti giusti che l’hanno aiutata a maturare.

Qual è stato il tuo percorso al Petronio di Pozzuoli?

“Sono stata al Petronio dal 2008 al 2013. Venivo da tre anni alle medie molto particolari, dove non mi sentivo per niente apprezzata da alcuni insegnanti. Fortunatamente dopo le medie ho avuto la fortuna immensa di conoscere i professori del Petronio che amano il loro lavoro e che mi hanno fatto da mentori, da mamme e da papà. Ho conseguito il biennio comune. La prima classe era la sezione N. Mi ricordo che quell’anno c’erano quattro sezioni in più: era un evento per la scuola. Si arrivava fino alla sezione Q. Erano state formate quindici prime. Dal secondo anno iniziarono a ridurre e a raggruppare le classi. Quindi arrivai in 2F”.

Come è nata la tua passione per le lingue?

“Venendo da tre anni di francese, ero un po’ spaesata nell’iniziare un corso di tedesco, ma la mia insegnante, la prof Daniela D’Alessio – che adesso è in cielo – mi ha fatto amare la lingua fin dal primo momento. L’ho avuta fino a metà del quinto anno, fin quando non è arrivata una sostituta. Ho sempre avuto un amore per le lingue straniere. Il mio sogno è sempre stato di realizzarmi all’estero, per le poche possibilità che vedevo e che, ahimè, vedo ancora troppo poche in Italia. I due anni del biennio comune sono stati per me solo una conferma della mia passione”.

E, invece, come da dove parte la tua passione per la gelateria?

“Vengo da una famiglia di ristoratori, sono cresciuta nelle cucine, servendo i clienti. Avevo pensato di iscrivermi al liceo, ma sarei andata contro natura. Io sapevo di voler lavorare in pasticceria e di imparare a fare il gelato. Quindi ero più indirizzata verso un indirizzo di cucina, ma a causa della mia celiachia – che considero una compagna di vita che è con me sin dalla nascita… – ho optato per il ricevimento”.

Però la celiachia ti ha fermata… solo per un po’…

“Parlando col mio docente al secondo anno di cucina – il mitico e grandissimo professor Massimiliano Giardino, una persona dal cuore enorme – mi disse che se avessi voluto, sarebbe stato difficile, ma comunque non impossibile, stare in cucina. Mi propose il suo supporto per il triennio successivo. Ma la paura di sentirsi dire in futuro “non ti accettiamo perché una pasticciera celiaca non la vogliamo”, ho scelto di frequentare il corso di ricevimento. Iniziai ricevimento. La mia insegnante la professoressa Nadia Settesoldi, mi ha sempre supportata e mi ha spronato a far meglio. Ho sempre visto l’alberghiero come una scuola con una marcia in più, che ti dava l’opportunità di avere un mestiere già finito e di poter guadagnare qualche soldino anche durante il percorso scolastico, scatenando l’invidia di tanti!”.

È stato un percorso ad ostacoli…

“Anni molto duri. Abitavo a Giugliano, tutte le mattine mi svegliavo alle 5, il pulmino veniva alle 6, tornavo a casa a volte anche alle 7 di sera. Ero la prima a salire, l’ultima ad essere riaccompagnata. Ero spesso distrutta, avevo ogni giorno mal di testa. Lavoravo anche nei fine settimana come cameriera nei ristoranti. Portai anche due compagne di classe a lavorare con me. Sono stati anni di impegno a scuola ma io avevo al mio fianco professori che mi hanno sempre supportata. Con molti di loro sono ancora in contatto. Sono stati come una famiglia. Sento la professoressa Anna Pisco quasi ogni giorno ed è anche grazie a persone come lei che sono quella di adesso”.

Quali i tuoi ricordi della scuola?

“I ricordi della scuola sono indubbiamente un tesoro di vita. Innanzitutto i miei amici che a distanza di dieci anni continuano ad essere presenti. I momenti trascorsi con loro e la spensieratezza sono le cose che mi mancano di più. E poi le soddisfazioni per gli studi che ho seguito con passione”.

Cosa vuoi dire agli attuali studenti?

“In cinque anni ho avuto tantissime soddisfazioni. Non sono mai andata a scuola a riscaldare la sedia. Ed è questo che voglio dire agli studenti attuali. Ogni singola cosa che ho imparato lì dentro me la porto dietro e ne faccio corretto uso. Ogni insegnamento serve nella vita. Io sono una persona più portata per le lingue ed ho sempre odiato la matematica. Ogni volta era una “mazzata in fronte” quando venivo chiamata alla lavagna dalla professoressa Enza Morrone. A distanza di anni posso dire che quelle operazioni mi sono servite. Soprattutto quando ti metti in proprio con attività, ogni anno sei costretto a fare bilanci e contabilità. Su quelle operazioni a scuola ci ho sputato sangue, lacrime e sudore. Però alla fine ho vinto io. A luglio del 2013 mi diplomavo come Tecnico dei Servizi Turistici, con una media del 9.10 e un bel 100 tutto meritato. Tre giorni dopo ero già atterrata in Germania….”.

Ecco, parlaci della tua esperienza in Germania…

“Il mio primo lavoro è stato come corrispondente estero per un’azienda farmaceutica. Mi occupavo dei rapporti commerciale in lingua inglese e italiana. La mia testa però era sempre da un’altra parte: gelati e torte, torte e gelati…”.

Quindi?

“Quindi nel 2015 intraprendevo un’attività stagionale in una gelateria italiana nel Nord Rhein Westfalen. Ci sono stata due anni. Mi occupavo del banco, della produzione di torte italiane e di aiuto in laboratorio. Dopo corsi di formazione, accademie, corsi online di giorno e notte e un anno sabbatico per perfezionare il tedesco, sono arrivata a diventare manager di gelateria, pasticceria e ristorante di un’azienda internazionale”.

E oggi?

“Dal 2019 gestisco due dei ristoranti del mio ragazzo, un’hamburgheria e un ristorante bavarese con annessa sala per eventi e palazzetto dello sport con settecento posti a sedere. Il mio ragazzo si chiama Wolfgang Schlitter ed è uno chef molto conosciuto in Germania. La catena di ristiranti è si chiama Wam. Vivo dal 2016 a Weiden in der Oberpfalz, a 100 chilometri da Norimberga e a 30 km dal confine della Repubblica Ceca. Siamo in Baviera”.

E i tuoi gelati? Le tue torte?

“È la Tete’s SWeets, sempre con sede a Weiden. A causa Covid, il progetto della mia gelateria e pasticceria italiana – anche senza glutine – è stato rimandato. Spero di poterlo realizzare quanto prima anche se ho ventisette anni e c’è ancora molto tempo. La gelateria resta ogni giorno il mio pensiero fisso. Continuo comunque la produzione privata in ambito dolciario, nonostante non abbia ancora la mia Casetta di Marzapane…”.

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