Ne parliamo al cinema: "40 secondi"

Scuotere le coscienze facendo del cinema un mezzo di dialogo e riflessione: questo è stato l’obiettivo dell’incontro di questa settimana presso il cinema MED, che ha coinvolto le classi seconde e terze del nostro Istituto. Il film proposto in quest’ultimo appuntamento del catalogo “Ne parliamo al cinema” è stato “40 secondi”. Prodotto nel 2025 e diretto dal regista Vincenzo Alfieri, “40 secondi” racconta la vicenda di pestaggio e omicidio del giovane ragazzo italiano Willy Monteiro Duarte, intervenuto in una rissa nel tentativo di difendere un amico.
La psicologia di ognuno dei personaggi, i diversi esempi di mascolinità tossica e la violenza inaudita che culmina nella colluttazione finale lasciano un grande vuoto, che caratterizza la scena in cui la pioggia e il cielo grigio fanno da sfondo ai fiori e agli oggetti lasciati accanto al muretto dove Willy ha vissuto gli ultimi istanti della sua vita. Allo sconcerto, però, si aggiungono delle domande che portano a riflettere: può un commento in discoteca condurre alla morte? È possibile distruggere una vita in quaranta secondi? Queste domande hanno dato il via al dibattito con i nostri studenti, introdotto dal regista Vincenzo Alfieri, collegato in videoconferenza. La visione del film rappresenta il momento per analizzare le cause che possono condurre a ciò. Il primo tema di riflessione è stato, infatti, quello della libertà. La libertà di scegliere come agire e quali esempi seguire spesso negli adolescenti viene a mancare, in quanto le scelte personali, molte volte, vengono represse nel timore di perdere l’appartenenza a un gruppo, adeguandosi a scelte collettive che non si rivelano quelle giuste.
A coinvolgere i nostri allievi nei vari spunti di riflessione sono stati successivamente la psicologa Manuela Morra e il giovane attore Luigi Zeno, ideatore di una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo, impegnato in prima persona nel contrasto alla violenza. Il film scuote gli spettatori proprio per il tempo breve nel quale avviene una scelta sbagliata: quaranta secondi. Alla base dell’evento verificatosi in un tempo così breve, ci sono tutti i modelli di mascolinità tossica emersi nel film: chi considera la donna un oggetto, negandole la libertà di scegliere, chi considera sé stesso come padrone assoluto di un territorio, basando i propri rapporti sulla violenza e sulla prevaricazione, chi invece segue la scia del gruppo barattando la libertà con l’approvazione.
Infine, la domanda posta dalla dott.ssa Morra ai nostri ragazzi lascia spazio a una riflessione che può continuare anche nei giorni successivi all’incontro: più che chiedersi cosa si pensa del film, bisogna interrogarsi su cosa si sente. La società nella quale viviamo, infatti, diventata sempre più frenetica con la diffusione dei social e spinge più all’azione che al vivere le emozioni. Ciò porta ad agire senza pensare, proprio come succede nel film.
Il messaggio lasciato ai nostri studenti è, dunque, quello di imparare a fermarsi, a conoscere le emozioni, a viverle, ad attraversarle e gestirle senza sentire il bisogno di doverle reprimere.
Attraverso incontri come questo, il nostro Istituto si impegna in prima linea nel contrasto al bullismo e alla violenza, con l’obiettivo di formare giovani che siano capaci di riflettere prima di agire e le cui azioni siano sempre orientate al rispetto e alla convivenza.
Ringraziamo ancora una volta i membri di Flegrea Educational e coloro che sono intervenuti nel dibattito per aver dato ai nostri allievi l’occasione di sentire, provare emozioni e riflettere attraverso il cinema.

